✉ Vuoi ricevere le nostre news? Iscriviti alla newsletter
Stai cercando altri testi di Mannocchi Francesca?
Cerchi altro nel settore Poesia e teatro?
Altri titoli dello scaffale POESIA?
Vuoi vedere altri titoli della collana Collezione di poesia?

Mannocchi Francesca

Crescere, la guerra

Editore: Einaudi

Prezzo: 10,00 €

Collana: Collezione di poesia

Anno di pubblicazione: 2026

Tipologia: Libro in brossura

Scaffale: POESIA

Settore: Poesia e teatro

Pagine: 80

EAN: 9788806273903

10,00 €
(prezzo di vendita al pubblico)
Non disponibile









Pagamenti sicuri con carta, bonifico, PayPal
Spedizioni e ritiri in negozio

Condividi questo titolo
Per info ordinabilità e tempi di consegna, inserisci la tua mail



Descrizione

Questo libro interroga la poesia nel suo punto più esposto: là dove la lingua non basta più, ma non può tacere. Ne nasce una scrittura che attraversa la guerra non tanto come evento, bensí come condizione del corpo, della memoria. Dalla Siria all'Afghanistan, dalla Palestina ai campi profughi, ciò che emerge non è una cronaca, ma un'etica dello sguardo: le voci delle vittime che parlano in queste pagine non chiedono rappresentazione né compassione, chiedono esattezza. Ogni parola è chiamata a misurarsi con ciò che resta quando la casa è perduta, il nome incrinato, il volto reso invisibile. E la memoria non è nostalgia né archivio, ma forza che obbliga a resistere. La poesia diventa allora soglia: il luogo in cui il dolore non viene spiegato, ma custodito; non redento, ma assunto come responsabilità. E scrivere significa non mentire, fare spazio all'altro, accettando che la ferita sia parte della forma. Francesca Mannocchi intreccia voci e testimonianze raccolte dalle guerre di cui è stata testimone, e affida alla poesia un compito necessario e scomodo: tenere aperta la domanda sull'umano, quando indifferenza o facili semplificazioni tendono a ignorarla. Qui la poesia non consola, non assolve, ma chiede al lettore di fare un passo avanti, di prendere posizione, di sostenere lo sguardo dell'altro. Perché ciò che ferisce è ciò che ci mantiene desti.