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Fondazione Giulia Cecchettin; Biemmi Irene

Maschiacci e femminucce. Il rosa, l'azzurro e altri stereotipi di genere che non esistono in natura

Editore: Rizzoli

Prezzo: 18,00 €

Collana: Saggi italiani

Anno di pubblicazione: 2026

Tipologia: Libro in brossura

Scaffale: SOCIETA', COMUNICAZIONE, MASS MEDIA

Settore: Scienze sociali e umane

Pagine: 224

EAN: 9788817203258

Disponibilità: 1

18,00 €
(prezzo di vendita al pubblico)


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Descrizione

Che cosa vedono i bambini e le bambine quando ci osservano? Vedono chi prepara la cena, chi svuota la lavatrice, chi rimette in ordine e chi li consola dopo un brutto sogno. Vedono, osservano e imparano. ""Prima ancora che attraverso le parole, i bambini imparano attraverso gli esempi"". Che siano invenzioni culturali come il rosa e l'azzurro o consuetudini sociali come la divisione fra lavori di cura e d'ingegno, è importante riflettere sui modelli culturali che offriamo e che non sempre coincidono con i valori che dichiariamo di sostenere. Perché gli stereotipi alimentano i pregiudizi, e i pregiudizi possono trasformarsi in discriminazione e violenza. E se la famiglia è il luogo dove costruiamo le nostre idee su ciò che significa essere donne e uomini, la scuola è il banco di prova dove queste idee possono consolidarsi. Tocca quindi a noi adulti ""disimparare gli stereotipi"". Ma è un lavoro complesso, faticoso e tutt'altro che spontaneo perché ""stare dentro le aspettative sociali è più semplice che uscirne"" spiega Irene Biemmi. Attraverso ricerche, studi pedagogici, albi illustrati, libri di testo, pubblicità e programmi televisivi, l'autrice invita genitori, educatrici, educatori e insegnanti a osservare con occhi nuovi i messaggi che l'infanzia riceve ogni giorno. Ricordando a tutti noi che gli stereotipi non limitano soltanto le bambine, ma imprigionano anche i bambini, restringendo per tutti e tutte le possibilità di esprimere emozioni, desideri, talenti e aspirazioni. Perché educare alla parità non significa cancellare le differenze, ma offrire a ogni bambina e a ogni bambino la libertà di crescere senza copioni prestabiliti e senza sentirsi sbagliati per ciò che sono.