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Caesar Ed

Falena e la montagna. Una storia di Everest, amore e guerra (La)

Editore: Solferino

Prezzo: 18,00 €

Collana: Tracce

Anno di pubblicazione: 2021

Tipologia: Libro rilegato

Scaffale: LETTERATURA di VIAGGIO

Settore: Narrativa, biografie e storie vere

Pagine: 287

EAN: 9788828206910

18,00 €
(prezzo di vendita al pubblico)
Non disponibile









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Descrizione

1934, Darjeeling, India. Un uomo lascia la sua camera d'albergo, furtivo. A prima vista, sembra un monaco tibetano un po' eccentrico, con il suo cappello di pelo bhutanese, gli scarponi chiodati e un ombrello in mano, ma se qualcuno sollevasse i suoi occhiali scuri, vedrebbe un paio d'occhi verdi e una pelle chiarissima. Dove sta andando, Maurice Wilson, così conciato? Veterano della Prima guerra mondiale nell'esercito inglese, ha cercato - invano - di medicare le sue ferite con una vita nomade e sentimentalmente agitata. Finché non l'ha folgorato il sogno dell'estrema avventura: volare da Londra ai piedi dell'Everest con un biplano di nuova progettazione, Moth, la falena, e poi di lì raggiungere la cima più alta del pianeta, al tempo inconquistata. Poco importa che Wilson non abbia mai scalato una montagna, né mai pilotato un aereo. E nemmeno che la diplomazia internazionale guardi con puro terrore al suo progetto, e che il governo tibetano non gli abbia dato il permesso di atterrare, le autorità britanniche l'abbiano diffidato dal decollare, quelle nepalesi gli vietino di varcare il confine e in India gli sia stato sequestrato l'aeroplano. Wilson avrebbe piegato il suo corpo e la sua mente alle necessità dell'impresa. Avrebbe sconfitto o aggirato ogni ostacolo fisico, pratico e burocratico si fosse frapposto alla realizzazione del suo sogno. E avrebbe camminato, per quei 480 chilometri che lo dividevano dall'Everest, per poi salire in vetta. Da solo e per primo. Ed Caesar ricostruisce con passione, attraverso documenti di prima mano, una storia sepolta da quasi un secolo - ma che aveva ispirato anche Reinhold Messner nella sua prima ascesa in solitaria del 1980: l'ossessione dell'Everest, condivisa da generazioni di alpinisti, è l'anima di un personaggio intrepido, folle, magnetico, che, oltre ogni limite razionale, cerca più della vetta, la bellezza, la verità, se stesso.