Gamberutti Valdo
Zanzara. Tutto il resto è radio (La)
Baldini + Castoldi
18,00
9791254940372
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Le boe
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CINEMA, TELEVISIONE RADIO e TEATRO
Musica e spettacolo
Gamberutti Valdo
Zanzara. Tutto il resto è radio (La)
Editore: Baldini + Castoldi
Prezzo: 18,00 €
Collana: Le boe
Anno di pubblicazione: 2023
Tipologia: Libro in brossura
Scaffale: CINEMA, TELEVISIONE RADIO e TEATRO
Settore: Musica e spettacolo
Pagine: 176
EAN: 9791254940372
Descrizione
La zanzara, programma dal successo ultradecennale ideato da Giuseppe Cruciani e da lui condotto insieme a David Parenzo su Radio 24, è ormai andata oltre il semplice culto, diventando l'appuntamento fisso, dichiarato e non, per una folla sempre più ampia di ascoltatori di ogni età, classe sociale e orientamento politico: registra punte del 7 per cento di share (oltre il doppio della media della radio che lo ospita) e circa 400.000 unità per ogni blocco da un quarto d'ora. È quindi forse arrivato il momento di prenderla definitivamente sul serio, collocandola fuori dalla stretta attualità e dalla curiosità momentanea. In ""La zanzara. Tutto il resto è radio"", Valdo Gamberutti prova ad analizzare il fenomeno nel suo complesso, mettendone in risalto gli aspetti strutturali e componendo un imperdibile «glossarietto», in cui vengono passati in rassegna, dalla A alla Z, tutti i tormentoni, gli episodi e i personaggi di culto che hanno maggiormente influenzato l'universo multiforme del programma. Mentre Giuseppe Cruciani e David Parenzo dicono la loro, confermando o confutando gli elementi portanti del dibattito che li riguarda, e raccontando i processi e le trasformazioni che hanno vissuto dall'interno, alla guida di un fenomeno che, nonostante (o grazie a) i suoi detrattori, ha fatto la Storia. E potrebbe continuare a farla. In altre parole, questo libro, divertente e delizioso nella sua composta ironia, è il tentativo di spiegare quello che nessuno è ancora riuscito a spiegare: La zanzara è intrattenimento? È satira? È costume? È uno specchio del Paese o la sua caricatura? O forse è, senza troppi distinguo, uno «spettacolo» che è quasi impossibile da ignorare?