Brokken Jan
Malinconia del viaggiatore (La)
Iperborea
20,00
9791281724761
2
Gli Iperborei
4
8
ALTRA
Narrativa, biografie e storie vere
Brokken Jan
Malinconia del viaggiatore (La)
Editore: Iperborea
Prezzo: 20,00 €
Collana: Gli Iperborei
N.: 412
Anno di pubblicazione: 2026
Tipologia: Libro in brossura
Scaffale: ALTRA
Settore: Narrativa, biografie e storie vere
Pagine: 416
EAN: 9791281724761
Disponibilità: 2
20,00 €
(prezzo di vendita al pubblico)
• disponibilità immediata
Pagamenti sicuri con carta, bonifico, PayPal
Spedizioni e ritiri in negozio
Condividi questo titolo
Descrizione
È sempre sulle orme dei grandi compositori, poeti e scrittori che Jan Brokken gira il mondo. E se non è lui a inseguire loro, sono loro a trovare lui. Come quando al Musée d'Orsay rimane impressionato davanti a un quadro di Caillebotte, un'ode alla folgorante modernità delle stazioni, e ricordandosi del compositore praghese ottocentesco Antonín Dvo?ák, che sul ritmo dei treni compose le sue melodie, decide di visitarne il villaggio natale. Dvo?ák l'aveva conosciuto in gioventù, durante un mese in Boemia su un'auto scassata: allora l'aveva ascoltato con Alena, appassionata di Beatles in cerca di una fuga oltre la Cortina di ferro. Nei quattordici racconti che compongono La malinconia del viaggiatore, Jan Brokken si muove nel tempo come nello spazio, raccogliendo storie di mondi al tramonto, a volte dimenticati, a volte da proteggere. Così visita la tomba del poeta spagnolo Machado, sui Pirenei francesi, dove una cassetta postale raccoglie le lettere che da tutto il mondo arrivano per celebrare il grande esule, fuggito dal franchismo. E a Mantova, contemplando la Camera degli Sposi di Mantegna, viene interrotto da un lettore che millanta di aver ritrovato la partitura perduta dell'Arianna di Monteverdi. Testimonianze di una vita a inseguire la grande cultura europea e americana, da conoscere in prima persona: negli incontri con scrittori come Kadare, visto in carne e ossa in un bar di Tirana, o ammirando i capolavori di Matisse. Ma soprattutto, ascoltando con insaziabile curiosità le sinfonie del passato, magari cullato da un treno in corsa, perché «non c'è viaggio senza musica, almeno per me».