✉ Vuoi ricevere le nostre news? Iscriviti alla newsletter
Cerchi altro nel settore Scienze sociali e umane?
Altri titoli dello scaffale RELIGIONI?
Vuoi vedere altri titoli della collana Civiltà dell'Oriente?

Sogyal (Rinpoche); Gaffney P. (cur.); Harvey A. (cur.)

Libro tibetano del vivere e del morire (Il)

Editore: Astrolabio Ubaldini

Prezzo: 30,00 €

Collana: Civiltà dell'Oriente

Anno di pubblicazione: 2015

Tipologia: Libro in brossura

Scaffale: RELIGIONI

Settore: Scienze sociali e umane

Pagine: 432

EAN: 9788834016817

30,00 €
(prezzo di vendita al pubblico)
Non disponibile









Pagamenti sicuri con carta, bonifico, PayPal
Spedizioni e ritiri in negozio

Condividi questo titolo
Per info ordinabilità e tempi di consegna, inserisci la tua mail



Descrizione

Al suo primo incontro con la cultura occidentale, Sogyal Rinpoche rimase costernato nello scoprire che, a dispetto di tutti i suoi successi nel campo tecnologico, la società moderna occidentale non comprende minimamente quel che accade al momento della morte: ""Quasi tutti muoiono impreparati a morire, così come hanno vissuto impreparati a vivere"". In Tibet, al contrario, nel corso dei secoli si è sviluppata una vera e propria 'tecnologia sacra' della morte, un'ars moriendi che raccoglie il corpo di conoscenze più accurato, complesso e completo sulla morte e lo stato successivo, o bardo. Il termine 'bardo', letteralmente 'sospeso tra', e quindi 'intervallo, transizione', è un concetto chiave per comprendere la concezione tibetana della vita e della morte. Nel buddhismo tibetano, la vita e la morte appaiono come un tutto costituito da una serie di realtà in mutamento costante, che presentano dei bardo, ovvero giunture di transizione in cui si manifesta la dharmata, la vera natura della mente, illimitata ed eterna. I quattro bardo (della vita, della morte, del dopo morte e della rinascita) offrono quindi una grandissima possibilità di liberazione, ma solo il bardo di questa vita consente di prendere familiarità, tramite la meditazione, con la natura essenziale della mente, così da poter riconoscere la sua potente e terrificante manifestazione spontanea al momento della morte. Chi si è preparato per tempo attraverso la pratica e la contemplazione dell'impermanenza non vedrà la morte come una disfatta, ma come una vittoria, il momento più fulgido a coronamento dell'esistenza. Edizione del XXX anniversario.