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De Simone Antonio

Machiavelli. Il conflitto e il potere. La persistenza del classico

Editore: Mimesis

Prezzo: 14,00 €

Collana: Filosofie

Anno di pubblicazione: 2014

Tipologia: Libro

Scaffale: FILOSOFIA

Settore: Scienze sociali e umane

Pagine: 138

EAN: 9788857521190

14,00 €
(prezzo di vendita al pubblico)
Non disponibile









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Descrizione

Riflettere sul rapporto tra conflitto e potere a partire da Machiavelli e dal suo Principe significa comprendere perché il conflitto non può prescindere da un ordine, e che l'unità della politica è in un certo senso immanente al conflitto. Non c'è comunità umana che storicamente possa neutralizzare l'ambivalenza del conflitto: nella scena della città, in condizioni di diversificazione sociale che permea gli umori dell'agire pubblico e politico, la pluralità umana, nello spazio della contingenza e nel tempo dell'evento, genera conflitti. Nella ""contraddizione antropologica"" che lo contraddistingue, l'uomo è produttore di inquietudine, perché è vicissitudine del mutamento: egli è protagonista dell'inquieto conflitto. Per il vivente umano c'è tensione continua tra politica, unità, ordine, conflitto e potere. Pertanto, la certezza che il conflitto e il potere pervadano la ""realtà effettuale"" dell'umano è antropologicamente, politicamente e storicamente evidente. Ciò che occorre dirimere è il legame tra la politica come conflitto e la politica come conoscenza di questo conflitto. Nello sguardo della filosofia politica, il ""gesto rivoluzionario"" di Machiavelli consiste nel fatto che egli non deplora la divisione, i tumulti, i conflitti, non vede in essi una scissione destinata ad essere superata, ma li concepisce anche come il principio e il motore della libertà, ecco perché egli fa l'""elogio del conflitto"", che dà vita a una comunità politica...