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Matarrese Michele

Assolti e confiscati. Punta Perotti, una storia di straordinaria ingiustizia

Editore: Il Sole 24 Ore

Prezzo: 28,00 €

Collana: Studi

Anno di pubblicazione: 2019

Tipologia: Libro in brossura

Scaffale: ANTROPOLOGIA e SOCIOLOGIA

Settore: Scienze sociali e umane

Pagine: 350

EAN: 9788863454635

28,00 €
(prezzo di vendita al pubblico)
Non disponibile









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Descrizione

Una brutta storia, quella di Punta Perotti, partita nel 1992 quando, a larghissima maggioranza, il Consiglio comunale di Bari ne approvò la lottizzazione. Una storia che avrebbe portato sotto le luci della ribalta un clamoroso caso mediatico costruito ad arte. Caso che avrebbe pesato come un macigno sulla famiglia Matarrese e su altre due imprese di Bari, compagne di avventura (Mabar di Andidero e Iema di Quistelli), costrette a vivere dolorosamente il passaggio da lottizzazione legale a lottizzazione abusiva, sulla quale immaginario collettivo avrebbe partorito epiteti fantasiosi, in primis quello di ecomostro. A raccontarla questa storia di straordinaria ingiustizia, come recita, il sottotitolo del libro, è il cavaliere del lavoro Michele Matarrese, ingegnere, abile oltre ogni dire nel ripercorrere i diversi passaggi che avrebbero contrassegnato un percorso condito di sofferenze e umiliazioni, mal di pancia e notti insonni. Lui che si propone davvero come una "mano calda", ad esempio, quando ci fa rivivere lo stato d'animo suo e dei suoi fratelli al momento dell'abbattimento delle torri. Contrapponendo la disperazione di famiglia all'esaltazione di coloro che, in quello stesso momento, levavano in alto i calici. Ma, come il cavaliere ha tenuto più volte a precisare, c'è sempre una Giustizia umana e divina a pareggiare i conti. Risultato? Oggi lo Stato italiano - e di riflesso tutti noi, cittadini baresi compresi - dovrà farsi carico del risarcimento deciso dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Risarcimento stabilito in 49 milioni di euro da versare alle tre società interessate, vale a dire Sudfondi, Mabar e Iema. Detto questo, che ne sarà ora di quella striscia di suolo edificabile che passa sotto il nome di Punta Perotti? Sarà oggetto ancora di diatriba? Di certo colpisce il fatto che il nome di questo pezzo di terra sia stato ereditato da uno scrittore, poeta e studioso, nonché attento osservatore delle realtà pugliesi. Ovvero Armando Perotti, colui che fu tra i più fieri oppositori della realizzazione del Teatro Margherita, oggi uno dei simboli cittadini, definendola "una criminosa follia" in quanto avrebbe precluso la vista del mare.